qui trovate l’editoriale odierno de l’avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica [mi sembra che ci sia scritto cosi'].
leggetelo e ditemi che ne pensate.
io ne riporto degli stralci:
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E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia?
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Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete.
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Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana?
non so chi sia il signor marco tarquinio, autore del pezzo, ma al posto suo mi vergognerei, mi vergognerei di definire boia un uomo che ha vissuto un calvario lungo 17 anni e che soffre per questa faccenda piu’ di quanto nella sua sicumera stia soffrendo il signor tarquinio.
aggiungo che io sono lieto di aver avuto una madre con cui, gia’ prima dei vent’anni e ancora oggi, posso parlare tranquillamente di certe cose proprio perche’ le adamantine certezze di certi giornalisti non le appartengono e quindi non mi giudica ma mi aiuta ad interrogarmi, a capire e a cercare di agire per il meglio.
una cosa voglio puntualizzare qui, pubblicamente, perche’ trovo importante farlo: l’espressione morta invano si usa per i sacrifici e non c’e’ stato sacrificio alcuno. un sacrificio e’ un’offerta fatta per un fine mentre quello che il signor englaro ha cercato di fare e’ stato di prendersi cura di sua figlia nel modo migliore. nessuno, e sottolineo nessuno, non tarquinio o le suore o il papa o gasparri o la binetti sarebbe stato piu’ lieto del signor englaro e di sua moglie di vedere la loro figlia vivere gli ultimi diciassette anni fuori da un letto d’ospedale. questa cosa non l’ho letta da nessuna parte, perche’?
chiudo sottolineando la crudelta’ della chiusura dell’articolo che chiede chiarezza su come una figlia sia stata uccisa [sic] dal padre. da un uomo che, se avesse voluto uccidere sua figlia, avrebbe avuto modo di farlo senza tutto questo clamore, senza sentenze della cassazione e senza ispezioni dei nas. come ho scritto ieri il signor englaro si e’ comportato da cittadino, non ha fatto nulla di nascosto e, come si dice, ci ha messo la faccia.
io non conosco il signor englaro, non conoscevo sua figlia [e' per questo che scrivendo non la chiamo per nome] ma, per quel che puo’ valere sono triste per lui e per la moglie, per la perdita che hanno avuto e che si e’ trascinata per lunghi anni.
a questa tristezza si aggiunge da parte mia la stima, da padre a padre, per un uomo che non si e’ tirato indietro e ha fatto per sua figlia tutto cio’ che ha potuto.