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guerra civile fredda

lunedì 09 novembre 2009

reduce dall’acquisto del nuovo libro di daniele luttazzi, “la guerra civile fredda”, ve lo consiglio.
perche’ comprarlo e, soprattutto, perche’ leggerlo?
perche’ fa ridere, che domande mi fate?
luttazzi scrive satira e quindi, magari a denti stretti [o forse piu' a culo stretto, vista la situazione], vi farete delle sane risate.
io sono arrivato piu’ o meno a meta’ libro, mi scoccia di lavorare perche’ preferirei leggere e sono anche un po’ incazzato col bravo daniele che’ le sue date a teatro mal si accordano con i miei impegni per cui dovro’ penare un po’ per riuscire a vederlo.
[ma ci riusciro'!]
bon, andate e leggete!

sperando poi che l’autore non si incazzi vi butto li’ una piccola preview:
- fate mai cose strane a letto?
- no. siamo cattolici.
- niente sesso anale?
- oh, si’.
- meno male
- ma senza vaselina. perche’ gesu’ lo farebbe senza vaselina.
- la sofferenza avvicina a cristo…
- amen.

 

100 bullets

giovedì 05 novembre 2009

per fortuna hanno pubblicato l’ultimo volume di 100 bullets, voglio proprio vedere come andra’ a finire.
purtroppo mi restano da leggere solo poche pagine di 100 bullets e la cosa mi intristisce alquanto.
[ho gia' in programma, ça va sans dire, di rileggermi i 100 numeri uno dopo l'altro.]
dopo questo sproloquio iniziale suppongo che chi di voi non abbia mai letto nulla della serie potrebbe gradire qualche informazione in merito: e’ una serie noir, complessa e sanguinosa; si potrebbe anche dire: pulp, molto pulp, pure troppo.
tutta la serie ruota attorno al misterioso agente graves, un uomo di poche parole e molti agganci, che si presenta con una ventiquattr’ore contenente una pistola, 100 proiettili e le prove irrefutabili di un qualche torto alla vittima del torto stesso.
consegnando la valigetta graves chiarisce che pistola e proiettili sono sicuri, irrintracciabili: ogni crimine commesso con quell’arma restera’ impunito, ogni indagine lasciata cadere.
nel corso della storia le vicende di chi e’ contattato da graves si intrecciano e si separano e sullo sfondo comincia a emergere il profilo di un complotto criminoso, di guerre intestine tra potenti famiglie e di molteplici livelli di manipolazione.
la storia e’ ottimamente scritta da brian azzarello e disegnata splendidamente da eduardo risso e non solo i personaggi principali sono a tutto tondo ma anche i comprimari appena abbozzati hanno un’incisivita’ non comune.
tra tutti loro io mi sono particolarmente affezionato a milo garret e curtis hughes e ho subito il fascino tutt’altro che sano di megan dietrich e echo memoria
non fate il mio stesso errore: sono tutti bastardi, cattivissimi e soprattutto sono pochissimi quelli che restano ancora in piedi alla fine dei giochi.

una scusa

martedì 03 novembre 2009

diciamo che cercavo una scusa per evitare di dare per morto questo spazio, che non so veramente cosa stia a fare qua.
ho letto, dopo tante notizie solo brutte, qualcosa che mi rende un europeista piu’ convinto: una sentenza sui crocifissi nei luoghi pubblici: ci voleva un’italiana di origine finlandese ma un passo in avanti l’abbiamo fatto.

blazing post

martedì 24 marzo 2009

una breve nota prima di cominciare: il titolo suona cosi’ perche’ mi piace il personaggio blazing skull della marvel e perche’ questo e’ un post ad alto rischio di flame.
lettore avvisato per due terzi salvato.
sabato scorso ho partecipato al parma workamp e com’e’ normale ho letto in giro un po’ di post e resoconti: piu’ o meno tecnici, piu’ o meno sociali. vale la pena ricordarlo: tutti giustamente ringraziavano fran: anch’io le sono grato per la splendida organizzazione.
uno di questi post non m’e’ piaciuto per diversi motivi, quello di marileda1.
per non dare solo aria alla bocca ecco i motivi:
- in primo luogo trovo molto poco elegante dire bella tutta (o quasi) la gente [cit.]: se c’e’ qualcuno che non ti piace dici solo che c’era della bella gente, eviti il “tutti” ed eviti il “quasi”;
- seconda annotazione: alla maleducazione di cui ho detto prima si aggiunge anche una certa qual mancanza di coraggio nel fare un lungo elenco pieno di apprezzamenti a un sacco di persone, con link e tutto il resto, senza nominare neanche una di queste persone tanto fastidiose;
- il terzo appunto e’ relativo a cio’ che piu’ mi infastidisce nel marilediano post: c’era anche gente che, non ci fosse stata, avrebbe fatto uguale. ma pace, non si può voler tutto dalla vita. c’è a chi piace fare qualche chilometro per arricchire il proprio flickr con trofei più o meno riusciti. i miei complimenti alla perseveranza sfiorante il ridicolo. [cit.]: perche’, vien da chiedere, perche’ devi sindacare le motivazioni che spingono qualcuno a partecipare a un evento del genere?2,3
- meriterebbe il silenzio il paragrafo in cui si lamenta la mancanza di litigi, signorilmente definiti lotta nella fanga [cit.], ma fatto trenta facciamo trentuno: ci si permette di criticare l’approccio altrui e poi si vorrebbe il trash [cit.].
c’e’ in questo post un concentrato degli aspetti deteriori della socialita’ in rete: gli accenni, la macanza di fatti concreti e di nomi, il giudizio a priori nei confronti di persone che si conoscono generalmente solo per l’aspetto presente sul web.
quando leggo queste cose mi stupisco e un po’ mi dispiaccio: ci sono tanti spunti interessanti in queste occasioni, c’e’ anche la generosa [forse troppo] tendenza da parte di blogger e partecipanti a ritenersi la parte sana, attiva e intelligente di chi vive la rete quotidianamente; la realta’ e’ evidentemente diversa.
sono dell’idea che sarebbe opportuno che certi atteggiamenti venissero contrastati e certa superficialita’ stigmatizzata: finche’ cosi’ non sara’ e certe prese di posizione non saranno messe ai margini le conventicole, le guerricciole e i flame4, paventati nella prima frase di questo post, continueranno a essere cosa di tutti i giorni.

1 spero non me ne vorra’ marileda per aver fatto il suo nome ma visto il contenuto del post era inevitabile;
2 eventi aperti a tutti e per i quali un sacco di gente [leggi in questo caso fran] si sbatte per aver un certo numero di partecipanti;
3 e’ notevole comunque la critica all’altrui approccio da parte di chi sembra aver rimosso ogni contenuto proposto dal workcamp per ricavarne un post da novella 2000;
4 avendo seguito con attenzione, caro vanz, so che questo post e la conseguente pessima gestione dei flame eventualmente scaturiti mi precluderanno ogni possibilita’ di lavorare assieme.

rebecca: un dialogo

martedì 24 marzo 2009

cipiciotta: «papa’ e’ dad, tu sei dad…»
grRRiiz: «si amore
cipiciotta: «e la mamma e’ mum! lo dico io
[...]
cipiciotta: «… e enrico e’ belisSsimo.
grRRiiz: «si amore
cipiciotta: «ma enrico e’ maschietto?
grRRiiz: «si amore.» [grRRiiz ride]

tempismo, il lemma di oggi

mercoledì 04 marzo 2009

oggi lanciamo sul blog una nuova rubrica [che durera' credo solo questo post]: il vocabolario esemplificato.
il termine in esame e’: tempismo.
garzanti recita: tempismo: agg. che avviene, è fatto, agisce al momento opportuno, nel termine stabilito.
l’esempio:
l’annuncio di stamani di trenitalia «viaggiare senza biglietto comporta una sanzione di…», lanciato senza riflettere, mentre alcune centinaia di pendolari attendono il treno e il convoglio piu’ puntuale e’ in ritardo di 20 minuti e’ un esempio di tempismo.
pessimo tempismo.

umano vs. virtuale

martedì 03 marzo 2009

anche oggi lo spunto me l’ha dato un articolo relativo alla fede, alla quaresima per essere precisi.
non entrero’ nel merito delle varie iniziative proposte da qui a pasqua, alcune delle quali trovo anche intelligenti, ma piuttosto voglio attirare la vostra attenzione su una frase del giornalista, recupero di relazioni umane contro le relazioni virtuali, relativa alla rinuncia agli sms.
non so quali siano esattamente le ragioni addotte dal vescovo di modena per questa scelta ma mi scoccia, mi scoccia molto, questa frase buttata li’ dall’estensore dell’articolo.
una telefonata a mia madre e’ una relazione virtuale? no, come non lo e’ un sms a mia madre. io ho relazioni con mia madre, con mia moglie e mia figlia, con gli amici e i colleghi e coi condomini; relazioni umane, tengo a precisare.
sarebbe ora che anche i giornalisti, i cui articoli per di piu’ appaiono in rete, si rendessero conto che a fare di un rapporto umano qualcosa di reale e non virtuale non e’ il mezzo con cui il rapporto e’ portato avanti, quanto piuttosto i contenuti che le persone ci mettono.
certo questo significherebbe essere in grado di scrivere articoli in cui si dimostra di aver capito come le persone utilizzano le tecnologie a loro disposizione e non limitarsi a superficiali considerazioni che addossano alla tecnologia le responsabilita’ che sono dell’uomo.

secsi blog

venerdì 27 febbraio 2009

mia moglie ha due blog.
[non cominciate a fare come gaber ne "il pelo" e a dire che la vostra, di moglie, di blog ne ha tre: non e' questo il punto.]
dicevo: mia moglie ha due blog: il primo, che conoscerete tutti, puo’ essere definito di massima come un diario, il secondo, che conoscerete tutti, e’ una sorta di collezione di brevi scritti, per lo piu’ “spinti”.
[lo so che avrei potuto usare altri aggettivi al posto di "spinti", lo so: ma voi lettori dovete sempre avanzare obbiezioni? 'mpf!]
di questo ho intenzione di parlarvi.
non ho intenzione di tediarvi con delle considerazioni da marito in una simile scabrosa situazione e neppure soddisfero’ la vostra morbosa [e diciamocelo cari lettori, pure un po' invadente] curiosita’ su cio’ che ci sia eventualmente di preso dalla realta’ in cio’ che scrive la mia mogliettina.
[si, so anche questo: se prima non vi eravate posti la domanda lo state facendo ora. pazienza, so essere crudele a volte!]
se voi la smetteste di interrompere avrei pure gia’ finito di dirvi quanto vi voglio dire: non entrero’ nel merito delle qualita’ letterarie di quanto scritto dalla mia bella ma mi premeva riconoscerle una cosa: sa inquadrare i tipi, i modelli umani.
quella sua narratrice un po’ altezzosa e prepotente esiste, esiste davvero: intendo dire che di donne con un simile atteggiamento nei confronti dell’altra meta’ del cielo, non parlo tanto delle faccende di letto, e’ pieno il mondo.
e i suoi uomini? non gli uomini della narratrice, gli uomini inventati da rossella? siamo noi, magari non sempre, non in ogni momento, ma le trovo fotografie, immagini di un istante che riprendono la realta’.
[ehi, voi che borbottate la' in fondo, puo' anche darsi che dica queste cose perche' e' mia moglie ma ho cercato d'essere oggettivo, ok?]
quel blog mi piace, ecco.

i limiti del giusto

mercoledì 25 febbraio 2009

rientrato dalla pausa pranzo mi prendo sempre qualche minuto per gironzolare in rete e spesso mi trovo davanti a cose che e’ difficile digerire.
non parlo di cose gravi, sia chiaro, ma i due esempi che ho trovato oggi mi sembrano esemplificativi dell’atteggiamento di una parte della nostra societa’; un atteggiamento che mi sento di definire solo come prevaricatore.
[da garzanti: prevaricare: oltrepassare i limiti del giusto]
andiamo a cominciare:
su la repubblica potete scoprire come l’assessore alle politiche educative del comune di roma si sia spesa per variare il menu’ nelle scuole per i venerdi’ di quaresima.
la signora si e’ adoperata in anticipo, per soddisfare le tantissime richieste delle famiglie, per il 90 per cento cattoliche, che altrimenti avrebbero dovuto fare domanda di variazione.
premesso che parla di domande non giunte, a quaresima gia’ iniziata, e relative a soggetti che, come precisato dall’articolo, non sono tenute neppure per la cei a seguire il precetto del magro al venerdi’, mi chiedo ancora una volta perche’ imporre le proprie personali convinzioni, personali visto che neanche i genitori cattolici si sono preoccupati della cosa, a chi legittimamente ne ha di diverse.
bene ha fatto quel dirigente scolastico che ha chiesto provvedimenti analoghi per i tanti bambini ebrei e musulmani.
[nota plantigrada: i bimbi di 8 anni non sono cattolici, ebrei o musulmani ma "figli di..."]

passiamo ad altro: il professor francesco alberoni, sociologo*.
[*io non sono d'accordo, nemmeno lo era il mio docente di sociologia]
date una scorsa all’articolo e converrete con me che fare analogie tra fumare eroina e sniffare coca e sms, Internet, chat, YouTube, altre web-tribù da’ ragione al mio vecchio docente sull’approccio alberoniano alla sociologia.
altra perla e’ l’affermazione che i diabolici strumenti citati prima siano mezzi che gli adulti non possono controllare: in che senso?
cerco di capire: visto che mia madre nel 1988 non poteva intercettare le mie telefonate con gli amici nulla e’ cambiato. non credo quindi alberoni stia parlando di controllo in questo senso [o ha fatto un'affermazione priva di senso].
l’alternativa che mi viene in mente e’ che gli adulti, nell’immaginario alberoniano, non siano in grado di usare quegli strumenti: indipendentemente dal fatto che saper chattare ti dia lo stesso controllo sulle altrui chat che saper telefonare ti da’ sulle altrui telefonate, mi permetto di ricordare al sociologo che tanti adulti certi strumenti li sanno utilizzare benissimo.
il meglio, da navigato comunicatore, alberoni lo lascia per la conclusione: A volte mi domando se a questi adolescenti non farebbe bene un periodo di moratoria, in cui si chiudano loro YouTube, le chat, le discoteche, si limiti l’uso di Internet e dei cellulari per consentire loro di ricominciare a parlare, di riprendere contatto con le altre generazioni, con i giornali e i libri.
rispondo a domanda con domanda: a volte mi chiedo che interesse possano avere questi adolescenti in generazioni che portano avanti certe interpretazioni fantasiose della societa’ in cui vivono, che utilita’ possano trarre da giornali scritti in maniera pedestre e che distorcono tanto platealmente la realta’; giornali che non sono utili neppure per avvicinare gli stessi adolescenti ai libri visto che recensiscono puntualmente i libri di alberoni, incensandoli, ma e’ difficilissimo trovarvi citati autori diversi da grisham, wilbur smith e bruno vespa [sic].

paperino vs. anacleto

giovedì 19 febbraio 2009

in questi giorni, per motivi non dipendenti dalla mia volonta’, ho cambiato orari: esco prima di casa e rientro pure un poco prima.
conseguentemente all’aver cambiato treno sono cominciati i miei incontri con un vicino: non ci guardiamo, non parliamo e non ci salutiamo.
camminiamo.
usciti dalla stazione cominciamo a camminare verso casa, alla svelta. molto alla svelta.
e’ una gara.
si capisce senza bisogno di dirlo chiaramente che e’ una sfida che nessuno vuole perdere, per cui accelleriamo entrambi sempre di piu’.
ieri sera m’ha fregato con una deviazione attorno a un palazzo che ha accorciato, credo di un paio di metri, il suo percorso. ci son rimasto male.
stasera ho avuto pero’ la mia vendetta: lui ha deviato, io ho proseguito indefesso e l’ho battuto di un’incollatura.
[mentre era dietro al palazzo l'ho sentito anche correre, il baro!]
sento che si sta sviluppando una rivalita’ come quella tra paperino e anacleto mitraglia: la speranza e’ che non si finisca a duellare sopra paperopoli, io con un sopwith camel e lui con un fokker dr. I [entrambi armati di yo-yo].

dubbi

martedì 17 febbraio 2009

mia moglie ha detto piu’ volte che le piacerebbe trasferirsi in citta’, abbandonare i campi che trova monotoni, per la vitalita’ e i servizi della metropoli.
a me piace la campagna, anche adesso in inverno: certe mattine di brina con le dita nere degli alberi che sembrano afferrare le montagne, se il cielo e’ pulito dal vento, o l’apparire inaspettato di una casa al margine di un fosso quando si cammina nella bassa nei giorni di nebbia, sono cose che amo.
e’ logico, io sono nato qui e sono cresciuto cosi’.
un domani vorrei che rebecca amasse questi posti come li amo io.
vi sto pero’ portando fuori strada: non sono questi i dubbi che ho riguardo a un trasferimento: mia figlia potra’ nel caso tornare qui quando vuole, e’ qui che vive la nonna e qui passera’ comunque parecchio tempo in futuro.
sono un campagnolo, in qualche misura, ma amo la citta’, mi ci trovo bene: sono alcune scelte fatte da chi la citta’ l’amministra che mi danno da pensare…

dopo il peggio si scava

martedì 10 febbraio 2009

qui trovate l’editoriale odierno de l’avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica [mi sembra che ci sia scritto cosi'].
leggetelo e ditemi che ne pensate.
io ne riporto degli stralci:

E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia?

Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete.

Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana?

non so chi sia il signor marco tarquinio, autore del pezzo, ma al posto suo mi vergognerei, mi vergognerei di definire boia un uomo che ha vissuto un calvario lungo 17 anni e che soffre per questa faccenda piu’ di quanto nella sua sicumera stia soffrendo il signor tarquinio.
aggiungo che io sono lieto di aver avuto una madre con cui, gia’ prima dei vent’anni e ancora oggi, posso parlare tranquillamente di certe cose proprio perche’ le adamantine certezze di certi giornalisti non le appartengono e quindi non mi giudica ma mi aiuta ad interrogarmi, a capire e a cercare di agire per il meglio.

una cosa voglio puntualizzare qui, pubblicamente, perche’ trovo importante farlo: l’espressione morta invano si usa per i sacrifici e non c’e’ stato sacrificio alcuno. un sacrificio e’ un’offerta fatta per un fine mentre quello che il signor englaro ha cercato di fare e’ stato di prendersi cura di sua figlia nel modo migliore. nessuno, e sottolineo nessuno, non tarquinio o le suore o il papa o gasparri o la binetti sarebbe stato piu’ lieto del signor englaro e di sua moglie di vedere la loro figlia vivere gli ultimi diciassette anni fuori da un letto d’ospedale. questa cosa non l’ho letta da nessuna parte, perche’?

chiudo sottolineando la crudelta’ della chiusura dell’articolo che chiede chiarezza su come una figlia sia stata uccisa [sic] dal padre. da un uomo che, se avesse voluto uccidere sua figlia, avrebbe avuto modo di farlo senza tutto questo clamore, senza sentenze della cassazione e senza ispezioni dei nas. come ho scritto ieri il signor englaro si e’ comportato da cittadino, non ha fatto nulla di nascosto e, come si dice, ci ha messo la faccia.

io non conosco il signor englaro, non conoscevo sua figlia [e' per questo che scrivendo non la chiamo per nome] ma, per quel che puo’ valere sono triste per lui e per la moglie, per la perdita che hanno avuto e che si e’ trascinata per lunghi anni.
a questa tristezza si aggiunge da parte mia la stima, da padre a padre, per un uomo che non si e’ tirato indietro e ha fatto per sua figlia tutto cio’ che ha potuto.

di male in peggio

lunedì 09 febbraio 2009

il titolo e’ relativo ancora alla faccenda di cui ho parlato qui sotto.
e’ una vicenda triste e in tutto il polverone che si e’ alzato sono in pochi a ricordarsi delle persone coinvolte piu’ che non dei principi sbandierati. mi rattrista, mi rattrista molto.

ho solo due osservazioni da fare in merito:
- il signor Englaro ha la mia stima per non aver risolto la situazione all’italiana anni fa ma per essersi comportato da cittadino;
- stante la mia personale posizione in merito alla singola vicenda trovo che l’unica legislazione umana in materie come questa dovrebbe essere orientata a limitare abusi e distorsioni permettendo ai cittadini di comportarsi secondo la propria coscienza.

e’ evidente come la seconda voce dell’elenco strida con la tendenza sempre piu’ forte di questo governo e dei suoi spalleggiatori in vaticano a infilarsi nelle nostre case per dirci come vivere, in aperto contrasto col loro definirsi liberali e cristiani.

p.s.: per chi e’ interessato ho aggiornato la citazione in alto a sinistra. chiedete pure.