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vien da chiedersi perche’

Giovedì 05 Febbraio 2009

perche’ cosa? chiederete voi.
perche’ il pres. del cons. cav. berlusconi silvio, contrariamente a quelle che mi sembrano essere le sue abitudini, se ne era stato finora alla larga da quanto accade a eluana englaro?
perche’ il pres. del cons. cav. berlusconi silvio deve partire adesso lancia in resta con l’idea di un decreto legge per impedire l’attuazione di una sentenza attesa da 17 anni?
sono schifato.
sono schifato dall’atteggiamento moralista e di superiorita’ di chi si permette di giudicare il padre di quella donna, di chi grida all’assassinio, di chi pensa che sara’ una morte atroce e dolorosa e che un padre, sapendolo, lo permetterebbe.
si dice che ognuno sia la misura del proprio mondo e che sia naturale vedere tutto secondo le proprie idee e convinzioni; io mi trovo d’accordo.
conseguentemente sono contento di non essere figlio di chi pensa che padre possa portare avanti per anni una battaglia per uccidere in maniera crudele la propria figlia.
che idea hanno della paternita’?
forse non e’ un caso che tra chi strilla di piu’ ci siano parecchi esponenti della chiesa cattolica che di figli non sono proprio i massimi esperti [no, grazie: non mi chiamassero figliolo].

un matrimonio, mille scuse

Mercoledì 19 Novembre 2008

chissa’ com’e’ che a ridosso del mio matrimonio m’e’ tornata in mente proprio questa scena dei blues brothers?

«You miserable slug. You think you can talk you’re way out of this? You betrayed me.»
«No, I didn’t. Honest. I ran outta gas. I had a flat tire. I didn’t have enough money for cab fare. My tux didn’t come back from the cleaners. An old friend came in from outta town. Someone stole my car. There was an earthquake, a terrible flood, locust’s. It wasn’t my fault!! I swear to God!»
«Oh Jake, Jake, honey.»

Jake embraces her in a passionate kiss, then drops her in the mud.

John Landis e Dan Aykroyd, The Blues Brothers

la prima volta che mi spararono

Venerdì 14 Novembre 2008

stavo seduto a guardare la pioggia, mi piace la pioggia e mi piace il rumore che fa, e seguendo i ricordi mi soffermai sulla prima volta in cui mi spararono…
carson: «com’e’ che te la ricordi cosi’ bene?»
sobbalzai sorpreso e vidi kit, seduto vicino a me con l’acqua che sgocciolava dalla tesa del cappello.
replicai «com’e’ che mi spaventate apperendo sempre cosi’ all’improvviso?»
«non cambiare argomento; e poi non e’ colpa mia se sei distratto.»
dal suo ghigno capii benissimo che l’aveva fatto apposta. e’ una cosa che trovano tremendamente divertente tutti e tre: lui, conan e marlowe.
«ero da victor, in uno dei soliti sogni ad occhi aperti in cui bevo con marlowe. fuori pioveva a dirotto, come oggi, e quando uscii un tipaccio mi sparo’ contro da una convertibile.»
«perche’?»
«pensava fossi il marito dell’amante e che avessi assunto marlowe per raccogliere prove per il divorzio.»
«ma phil non si occupa di divorzi!»
«io lo so, tu lo sai, ma il tizio non lo sapeva. comunque la cosa mi ha scosso parecchio: non mi avevano mai sparato prima!»
«a me capita sempre!»
«lo dice sempre anche indiana jones»
«lo so. a me pero’ sparano piu’ spesso!»
lo ammetto: non e’ cosa di cui si senta spesso vantarsi!

la’ in mezzo al mar…

Martedì 11 Novembre 2008

…ci stan camin che fumano!
e’ una sensazione difficile da descrivere, e brutta. soprattutto e’ una brutta sensazione.
ti ritrovi cosi’, con quel desiderio inespresso e inesprimibile e una sottile inquietudine che ti pervade, impedendoti di raggiungere la serenita’.
purtroppo non dipende da te, o non solo da te, e tutto cio’ che non e’ frutto di una singola volonta’ subisce le conseguenze del compromesso.
la’ in mezzo al mar ci stan camin che fumano!

c’e’ del marcio

Lunedì 10 Novembre 2008


PERSONAGGI
Thursday Next: Ex agente della sede di Swindon di OPS-27, reparto Detective Letterari, e attualmente a capo di GiurisFiction, il corpo di polizia che agisce all’interno della narrativa per salvaguardare la stabilita’ della parola scritta.

Nonna Next: Residente della casa di riposo “Dolce Crepuscolo” della Goliath, a Swindon. Ha centodieci anni e non puo’ morire finche’ non ha letto i dieci classici piu’ noiosi di tutti i tempi.

Mycroft Next: Inventore, zio di Thursday; le ultime notizie lo danno in tranquillo ritiro sullo sfondo delle storie di Sherlock Holmes. Creatore, tra l’altro, del Portale della Prosa e del rilevatore preventivo di sarcasmo. Marito di Polly.

Lady Emma Hamilton: Moglie dell’ammiraglio Horatio Nelson e ubriacona. Sconvolta da quando il marito mori’ inspiegabilmente all’inizio della battaglia di Trafalgar. Vive nella stanza degli ospiti di Mrs Next.
Amleto: Un principe danese incline all’indecisione.

Lola Vavoom: Un’attrice che non compare in questo romanzo, ma che deve essere menzionata nell’elenco dei personaggi per obblighi contrattuali.

NOTA
Questo libro e’ arricchito da contenuti speciali tra cui: il documentario sul making of, le scene cancellate di tutti e quattro i libri, riprese non incluse nel montaggio e molto altro. …

Jasper Fforde, C’e’ del marcio

postilla: com’e’ facile intuire e’ una libro divertente e stimolante e vi fareste un grosso favore leggendolo. in realta’ l’ideale e’ cominciare dalla prima avventura di Thursday: il caso Jane Eyre.

senza perdere la tenerezza

Venerdì 07 Novembre 2008

e’ importante essere duri senza mai perdere la tenerezza[cit.].
farlo puo’ essere anche litigare, dire e sentirsi dire delle cose spiacevoli, molto spiacevoli e rientrare a casa arrabbiati.
puo’ voler dire usare frasi cattive, tirare fuori a scopo puramente bellico affermazioni che si usano per ferire.
puo’ significare soffrire e stare male per quel che e’ successo e volersi rinchiudere nel proprio guscio per un poco.
significa pero’ anche guardarla dormire sfinita, ancora vestita, sul letto dove si e’ sdraiata per 5 minuti con la bimba: prepararle una cena che non mangera’ perche’ e’ troppo stanca: sfilarle gli abiti senza che quasi si svegli, come fosse anche lei una piccola di 2 anni e rotti.

essere duri senza mai perdere la tenerezza e’ importante perche’ non bisogna svendersi, perche’ si deve difendere il proprio punto di vista: a volte a ragione altre avendo torto, com’e’ normale.
essere duri senza mai perdere la tenerezza e’ importante perche’ pur non buttandosi via si ama ed essere teneri non e’ essere deboli ma esprimere il proprio amore.

un fantastico no prize a chi imbrocca, senza ricerche in rete, di chi sia la frase citata; un altro analogo a chi mi dice di chi sia il libro con lo stesso titolo del post.

fenomenologia da friendfeed

Giovedì 06 Novembre 2008

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spirito incatenato

Venerdì 31 Ottobre 2008

potenti eppur immote
le erte pietre e l’acque
racchiudono ove nacque
balenio d’ali remote

il fumo si alza lento
inanellato in spire
lo osservo scomparire
dissolto e’ li’, nel vento

lo sguardo volgo in tondo
e Pensier l’insegue, vario

libero alfin del mondo
mi innalzo solitario

una vecchia poesia di grRRiiz, del 1998
l’avevo gia’ pubblicata sul vecchio blog [il link e' qua a sinistra] ma ci tengo molto e quindi ve la ripropongo.

non potevo sbagliare, ecco un invito

Giovedì 30 Ottobre 2008

stamattina in treno stavo ascoltando you know my name di chris cornell quando chiusi gli occhi insonnolito. riaprendoli mi trovai seduto sul sedile del passeggero di una vettura sportiva che sfrecciava nella notte a tutta velocita’ . al buio non potei distinguere chi fosse alla guida
grRRiiz:«dannazione, che succede? dove siamo?»
il guidatore non si giro’, per fortuna vista la velocita’, ma rispose con voce tranquilla:
«il mio nome e’ bond, james bond. siamo quasi arrivati e non c’e’ da preoccuparsi.»
appena fini’ di parlare una raffica di colpi piovve sull’auto, ovviamente dalla parte del passeggero: la mia!
grRRiiz:«non c’e’ da preoccuparsi? ci hanno appena sparato!»
bond:«l’auto e’ blindata e ce l’hanno con me, non con te.»
con una tranquillita’ sconcertante bond spinse ancora piu’ a fondo l’acceleratore e l’aston martin schizzo in avanti, mentre un auto scura che non riuscii a identificare cercava di speronarci; i nostri avversari si misero subito all’inseguimento.
grRRiiz:«fai qualcosa, schiaccia qualche cavolo di bottone e fermali!»
bond:«non sono piu’ i tempi di goldfinger, mi spiace. e’ un’auto veloce e blindata ma senza grandi trucchi.»
un’altra grandinata di colpi esplose sul lunotto posteriore.
grRRiiz:«e ora?»
non rispose, ma guidando in maniera tale da farmi credere che il mio stomaco stesse per andarsene a passeggio senza di me, distanzio’ l’altra vettura. subito dopo una curva fece girare la macchina su se stessa mettendola di traverso alla strada e estrasse la pistola. appena apparvero i fari degli inseguitori esplose un solo colpo.
l’auto nera sterzo’ violentemente e si schianto’ contro un albero, noi riprendemmo la strada fino a un piccolo paese e parcheggiammo davanti a un bar.
quando entrai trovai marlowe e kit carson seduti con davanti una bottiglia.
grRRiiz:«qualcuno ha una spiegazione per tutto questo casino?»
carson:«che casino, vecchio mio? ti aspettavamo per una bevuta e james, qui, s’e’ offerto di darti un passaggio.»
grRRiiz:«ma io…»
fui interrotto da un enorme rimbombo quando conan fece sbattere la porta con violenza, gettando sul pavimento due stygiani svenuti. si sedette e bond fece altrettanto.
conan:«della birra e un vodka martini!»
che dovevo fare? mi accomodai.

tohoshinki

Mercoledì 29 Ottobre 2008

ieri sera, rientrando a casa, ci siamo fermati al ristorante cinese per del cibo take-away.
mentre aspettavamo che venisse preparato abbiamo notato la televisione accesa in un angolo: trasmetteva in inglese e, dopo un breve spot pubblicitario su di un programma per imparare le lingue: japanese in korean, e’ cominciato pop in seoul.
abbiamo avuto cosi’ modo di vedere integralmente mirotic [ne potete vedere 20 secondi qui], video del brano che da il titolo al quarto album del gruppo Dong Bang Shin Ki.
a me i DBSK hanno fatto piu’ che altro venire in mente gli ‘n sync che cantano come i backstreet boys [o in alternativa i backstreet boys che ballano come gli 'n sync, fate voi] e mi piacciono allo stesso modo, cioe’ molto poco, ma sembrano essere un grande successo in corea e giappone [il titolo del post dovrebbe essere il nome nipponico del gruppo].
perche’ vi dico tutto cio’?
per due motivi: il primo e’ che e’ sempre interessante dare un’occhiata al di fuori del nostro solito, da qui tutte le informazioni che vi ho generosamente regalato, e il secondo e’ una curiosita’: perche’ in un ristorante cinese si ascolta musica coreana che ha successo in giappone?

nel caso foste preoccupati: la cucina non era affatto male.

un treno fischia, in lontananza

Martedì 28 Ottobre 2008

stamani mi sono ritrovato in autostrada diretto verso milano, per andare al lavoro.
qual e’ il motivo per cui vi informo di questo fatto che sembrerebbe tanto normale? perche’ io, di norma, non vado al lavoro in auto ma in treno. converrete con me che la mia scelta, al netto di gusti personali e convenienze di tempi, dovrebbe essere quella incentivata, e proprio quel dovrebbe e’ il motivo del mio post.
da stamattina, e immagino per tutte quelle a venire, e’ diventato piu’ probabile imbroccare un ambo secco [avrei voluto dire terno ma non voglio esagerare] sulla ruota di genova che trovare parcheggio vicino alla stazione da cui prendo il treno, perche’ l’amministrazione comunale ha pensato bene di mettere una simpatica striscia blu attorno ai posti auto e far pagare il parcheggio.
per carita’, lo si potrebbe anche pagare, direte voi.
e no, dico io.
non ne sto facendo questione di danaro, credetemi, e’ che la sosta massima consentita e’ di un’ora e questo non lo trovo compatibile con una giornata al lavoro.
aspetto le prossime elezioni amministrative per leggere quanto ci si sia dati da fare per cio’ che riguarda traffico, inquinamento e affini.

di bionde e no

Martedì 28 Ottobre 2008


There are blondes and blondes and it is almost a joke word nowadays. All blondes have their points, except perhaps the metallic ones who are as blond as a Zulu under the bleach and as to disposition as soft as a sidewalk. There is the small cute blonde who cheeps and twitters, and the big statuesque blonde who straight-arms you with an ice-blue glare. There is the blonde who gives you the up-from-under look and smells lovely and shimmers and hangs on your arm and is always very, very tired when you take her home. She makes that helpless gesture and has that goddamned headache and you would like to slug her except that you are glad you found about the headache before you invested too much time and money and hope in her. Because the headache will always be there, a weapon that never wears out and is as deadly as the bravo’s rapier or Lucrezia’s poison vial.
There is the soft and willing and alcoholic blonde who doesn’t care what she wears as long as it is mink or where she goes as long as it is the Starlight Roof and there is plenty of dry champagne. There is the small perky blonde who is a little pale and wants to pay her own way and is full of sunshine and common sense and knows judo from the ground up and can toss a truck driver over her shoulder without missing more than one sentence out of the editorial in the Saturday Review. There is the pale, pale blonde with anaemia of some non-fatal but incurable type. She is very languid and very shadowy and she speaks softly out of nowhere and you can’t lay a finger on her because in the first place you don’t want to and in the second place she is reading The Waste Land or Dante in the original, or Kafka or Kierkegaard or studying Provençal. She adores music and when the New York Philharmonic is palying Hindemith she can tell you which one of the six bass viols came in a quarter of a beat too late. I hear Toscanini can also. That makes two of them.
And lastly there is the gorgeous show piece who will outlast three kingpin racketeers and then marry a couple of millionaires at a million a head and end up with a pale rose villa at Cap d’Antibes, an Alfa Romeo town car complete with pilot and co-pilot, and a stable of shopworn aristocrats, all of whom she will treat with the affectionate absent-mindedness of an elderly duke saying good night to his butler.

Raymond Chandler, The long good-bye

postilla: ok, ho citato ancora chandler ma non riesco a evitarmelo. pero’ sono contento di preferire le more.

anacoluto scolastico

Venerdì 24 Ottobre 2008

che motivazioni ha la riforma scolastica che sta agitando tanta gente e occupando una cospicua parte delle pagine dei giornali?
in un bel post ha provato a ipotizzarli il mio amico suz, e riciclando in parte il commento che gli ho scritto riportero’ qui la mia idea in proposito.
la gran parte delle ipotesi vanno secondo me fuori bersaglio: proprio in ragione di e nonostante l’intelligenza profusa e la sua conoscenza della politica, enrico ha volato troppo alto: ha cercato dei moventi politici in azioni che di politico hanno ben poco. questo perche’, e lo dico da cittadino preoccupato, la nostra e’ una classe politica assai meschina che si occupa molto piu’ di fare i conti che non di fare politica.
anche i migliori tra coloro che si occupano di governo in italia peccano di miopia, non vanno oltre le prossime previsioni di bilancio: e’ per questo che pensare alla demolizione della scuola in termini di azione politica della destra per fiancheggiare gli interessi della chiesa o per riportare a una concezione dell’universita’ elitaria da pre ‘68, e quindi trasformare la nostra societa’ nel corso di anni, e’ concedere loro troppo credito.
la scuola costa.
solo questo e’ stato preso in considerazione, e tutte le osservazioni, per quanto valide, che ho sentito in merito a baronati, proliferazione di universita’, qualita’ dell’insegnamento e valore della ricerca non sono cosa che interessi a chi deve tagliare i costi.
la mia impressione e’ in effetti che tutte le motivazioni portate a giustificare i tagli siano state buttate li’ a caso, preparate giusto perche’ si sapeva che qualcuno avrebbe chiesto alla gelmini: «perche’ lo fai, disperata ragazza?»
la ministra dev’essere tornata ai tempi in cui lei stessa era studente, a quelle volte in cui chiamati a sorpresa alla lavagna e, impappinatisi sui quattro sensi della commedia, all’imbeccata della prof che diceva «ana…?» si rispondeva trionfanti: «anacoluto!».
che e’ poi cio’ che e’ questa riforma: un anacoluto.