ci sono periodi in cui tutto sembra mettersi di traverso alla strada che si intende percorrere e non sto riferendomi necessariamente a brutti periodi, anche ma non solo.
talvolta non si tratta di qualcosa di brutto ma, al contrario, di qualcosa di bello e soddisfacente.
tutto pero’ si mette di traverso.
cosa intendo dire con questa espressione e’ forse meglio che lo espliciti un poco: tutto diventa faticoso e non c’e’ evento che si sussegua al precedente senza richiederti uno sforzo ulteriore: e’ un po’ come se i meccanismi della vita grippassero e non ci fosse piu’ tra le piccole rotelline il gioco sufficiente a farle incastrare come ci si aspetterebbe.
sono momenti di fatica e, se e’ vero che faticare per procedere aumenta la soddisfazione, quando si giunge alla fine del percorso, e’ altrettanto vero che le nostre energie non sono infinite, e che stringere i denti a lungo andare fa sicuramente dolere la bocca.
io credo di avere una parola per descrivere il contrario di tutto questo: serenita’, ma qual e’ la parola che mi manca, quella che racchiude appieno il senso [ammesso che un senso ce l'abbia] di quanto ho scritto?
il piccolo lemma perduto
Giovedì 23 Ottobre 2008poetica di un alibi o alibi di una poetica?
Mercoledì 22 Ottobre 2008La sua padrona di casa lo venerava, a non dire adorava: in ragione di e nonostante quell’arruffio strano d’ogni trillo e d’ogni busta gialla imprevista, e di chiamate notturne e d’ore senza pace, che formavano il tormentato contesto del di lui tempo.
Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
la citazione e’ dalla prima pagina del romanzo
il motivo per cui riporto queste righe e’, oltre allo sviscerato amore per il libro che all’ennesima rilettura mi si sta squadernando in mano, per darmi un alibi: se leggete e continuerete a leggere questo blog vi renderete conto del fatto che amo le frasi involute, l’incastrarsi delle subordinate, il susseguirsi dei due punti. periodi che a volte tolgono il fiato o per l’eccessiva lunghezza o per l’eccessivo uso di segni di interpunzione che li frammentano.
non sono gadda e non voglio esserlo e scrivo spesso in maniera scorretta: se scomodo un grande scrittore, in fondo, e’ per dare un poco la colpa a lui e per cercare una pavida scusa al mio modo di scrivere: certo, lo scopo e anche spuntare le vostre critiche mettendo le mani avanti.
se vi va: buona lettura.
uno strano arrivederci
Martedì 21 Ottobre 2008
quella mattina, dopo le consuete corse a ostacoli che la vita propone, riuscii a sedermi sull’ultimo treno utile per arrivare in orario nel cubicolo al quarto piano che inghiotte tanta parte delle mie giornate dal lunedi’ al venerdi’.
cercando di ignorare i tentativi insistiti della ragazzina di fronte a me di affilare la punta dei suoi stivali pitonati sui miei stinchi, chiusi gli occhi e alzai il volume della musica.
una voce insistette un paio di minuti per convincermi che le davo la febbre e un sorriso mi apparve sulle labbra.
fu allora che una voce roca di fumo mi apostrofo’: «salve.»
aprii gli occhi e lo fissai. un po’ stazzonato ma mai domo marlowe mi fissava leccandosi le labbra.
grRRiiz:«salve, marlowe.»
come sempre accade in queste situazioni tutto era cambiato attorno a me: eravamo seduti da victor.
il cameriere si ravvio i capelli e raddrizzando la cravatta sistemo’ due whiskey sour davanti a noi, su due tovagliolini ben piegati.
grRRiiz:«che c’e’ ora? non mi pare l’orario per una bibita e sono piuttosto preso.»
marlowe:«tutto vero. matrimoni e piacevolezze varie, a quanto ho letto sulle cronache mondane.»
grRRiiz:«vieni al punto, marlowe.»
si accese una sigaretta e sorseggio la sua bevanda.
marlowe:«so long, grRRiiz. volevo dire solo questo.»
lo fissai interrogativo.
marlowe:«conobbi un certo maioranos che aveva la tua stessa attitudine. il rapporto tra noi fini’ cosi’.»
capii all’istante a cosa si riferiva, con lui e’ sempre cosi’.
grRRiiz:«sono tornato da solo, marlowe. non hai dovuto ritrovarmi.»
marlowe:«per questo sono qui. per questo sono ancora visibile qui.»
nel dire questo si picchietto’ un indice sulla tempia. annuii.
grRRiiz:«hai ragione. ti ringrazio per la possibilita’ e non la sprechero’.»
fini’ la sua bibita con un lungo, profondo sorso e si alzo’.
sorrise.
marlowe:«ci credo e, visto che ne vale la pena: arrivederci.»
quando apri’ la porta socchiusi gli occhi per il riverbero del sole sul vetro e il mio sguardo successivo si poso’ sulla stazione di lambrate.
scesi.
dell’ubriachezza
Lunedì 20 Ottobre 2008
I guess it’s always a mistake to interfere with a drunk. Even if he knows and likes you he is always liable to haul off and poke you in the teeth.
Raymond Chandler, The long good-bye
postilla: evito altre citazioni ma ve l’assicuro, ogni volta che lo rileggo ve lo ricopierei quasi integralmente; se non lo conoscete vi state perdendo qualcosa di davvero speciale.
una nuova speranza [ma il titolo vero e' guerre stellari]
Sabato 18 Ottobre 2008sono anni, poco piu’ di quattro, che ho un blog.
non sono neppure due settimane che l’ho bloccato, chiuso e inchiavardato.
non ne ero soddisfatto, non mi piaceva piu’.
il vecchio blog e’ ancora li’, per voi inaccessibile ma non per me: e’ un ricordo e contenitore di ricordi che ho intenzione di conservare a lungo.
questo e’ nuovo e scintillante, tutto ancora da definire: spero che a qualcuno interessi, che qualcuno lo segua e lo legga.